Venerdì, 11 Dicembre 2015 10:01

Il Giubileo secondo Francesco: analisi critica della religione nel 2015 In evidenza

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Che la religione sia l'oppio dei popoli è faccenda assai nota, ma ultimamente pare si stia proprio esagerando. Non è assolutamente mia intenzione giudicare qualcuno o qualcosa, per carità, ma due paroline sul fenomeno "Papa Francesco" le vorrei spendere. Non fosse per il fatto che il mondo sembra imbambolato e non accenna a destarsi neppure di fronte all'evidenza. Sia ben chiaro, il Santo Padre è certamente la persona buona e misericordiosa che abbiamo imparato a conoscere, ma accettare ogni cosa senza metterla in discussione, ci rende succubi di un sistema marcio costruito sulla mera credulità popolare, che neppure immaginiamo lontanamente. Il Santo Padre è messo lì appositamente per ripulire l'immagine della Chiesa, irrimediabilmente corrotta e lontana anni luce dai principi di amore e carità, ma è la stessa Chiesa di egli è rappresentante e che, sotto sotto, difende a spada tratta, nonostante le sorprendenti dichiarazioni e una parvenza di novità. Ma per cercare di capire cosa stia accadendo oggi è necessario fare un passo indietro e occuparci del suo predecessore.

Gli otto anni di pontificato di Ratzinger erano stati piuttosto incolore e intrisi di misteri e pettegolezzi. L'ultimo è proprio relativo al suo ritiro, su cui la verità non è mai stata raccontata e che, forse, appureremo tra dieci, venti o trent'anni. Ratzinger era troppo tedesco, aveva l'espressione di un muro invalicabile e il suo sguardo non aveva niente di misericordioso. Su di lui gravavano un passato come presunto volontario di artiglieria ai tempi di Hitler, le accuse a suo fratello, presbitero in Germania, che avrebbe coperto dei preti coinvolti nella solita, nota storia di pedofilia clericale e un mistero relativo alla sua elezione. 

Quando era ancora Cardinale, nel 2001, insieme a Tarcisio Bertone, decise di sottoscrivere e divulgare un documento, il De Delictis Gravioribus, seguito del Crimen sollicitationis, documento tenuto segreto dal 1962, per informare tutti i vescovi del mondo della sua esistenza e ricordare che fosse ancora valido. Le carte sono un vero e proprio manuale di istruzioni in caso di gravi reati commessi negli ambienti clericali. Tra questi, gli abusi sui minori. La Congregazione per la dottrina della Fede si riserva il diritto di avere l'ultima decisione in caso di illecito, che valuterà caso per caso, e inasprisce il concetto di Segreto Pontificio. Tutto ciò che accade nella Chiesa, deve essere taciuto. Qualcuno intravede in quegli scritti la volontà di coprire maggiormente i preti pedofili. L'America vuole vederci chiaro e qualche tempo dopo un avvocato convoca Ratzinger per avere spiegazioni. L'inizio del processo è previsto per il 2005, ma nell'aprile dello stesso anno il Cardinale viene eletto Papa. Chiede ed ottiene l'immunità: il processo salta. 

Così, arriviamo al febbraio del 2013 quando, come un fulmine a ciel sereno, annuncia le sue dimissioni. Si strappano i capelli i capelli i complottisti, temendo per una sciagura imminente. Niente affatto. Papa Benedetto XVI sta benissimo e continua ad usufruire dei suoi 25oo euro di stipendio da Papa Emerito, e sulla scena arriva, guarda caso, il primo Papa gesuita, che riesce nell'impresa di essere amato anche dai non credenti. Appartenente all'ordine dei gesuiti, dicevamo, ritenuto una delle più potenti lobby cattoliche del mondo. Altro che povertà e misericordia. Quelli della leggenda del Papa Nero, per intenderci, che tanto leggenda pare non sia. 

Ma quando Francesco Bergoglio si affaccia dal balcone di Piazza San Pietro, fresco fresco di elezione, si ha subito la sensazione che qualcosa stia per cambiare. Sembra proprio la persona giusta al momento giusto. E in effetti di lì a poco Bergoglio spiazza tutti, apre ai divorziati, ai gay, alle donne che abortiscono. La gente applaude e lo acclama in piedi sul divano come Valentino Rossi all'ultima gara del MotoGp. Ma di fatto non cambia nulla. Le condizioni di queste persone non cambiano dopo queste sue parole.  

Ma il Santo Padre va dritto come un treno nella sua missione. Apre porte, apre i dormitori per i senza tetto e bacia i bambini tra la folla, il mondo è in delirio. Ma al riparo da occhi indiscreti succedono cose a dir poco spiacevoli. I dossier e le segnalazioni di casi di pedofilia presentati dalle singole famiglie o dalle associazioni deputate, rimangono inspiegabilmente inascoltati. Risulta invece che anch'egli impugna il De Delictis Gravioribus e lo inasprisce, laddove è possibile, ancora di più. La parola d'ordine è: silenzio. Documenti e fatti riguardanti il Vaticano devono rimanere segreti. La prova si ha quando scoppia il caso Vatileaks 2. I due giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi vengono processati dal Tribunale vaticano per aver svolto il loro lavoro di cronisti, sancito dalla Costituzione Italiana. Bergoglio non solo non difende i giornalisti che hanno denunciato le malefatte, non dice neppure che, essendo i due accusati di nazionalità italiana, il Vaticano sta commettendo un illecito. Durante l'Angelus, addirittura, si inalbera: «Rubare documenti è reato». Avrebbe anche dovuto spiegare come e chi ha deciso che i documenti siano stati rubati, ma ha dimenticato pure questo. 

Ieri, poi, ciliegina sulla torta, l'inizio del Giubileo straordinario, il più grande spreco di denaro e uomini delle forze dell'ordine, fortemente voluto dal Pontefice. 2000 agenti impegnati nella sicurezza di questo grande evento che poteva e doveva essere evitato, considerato che nelle caserme devono dosare anche il carburante per i mezzi e che la presunta guerra mondiale in atto sia nella realtà l'abile messa in scena di un disegno politico ed economico che non prevederebbe di far saltare il cupolone e i suoi inquilini. 

Agli occhi dei non credenti è apparso come il più grande raduno di fans di film di fantascienza. Oggettivamente questo Dio non l'ha mai visto nessuno a mio avviso e, passare sotto una porta per purificarsi dai peccati sa, effettivamente, un poco di presa in giro. Anche proprio mentre il mondo era emozionato per l'abbraccio tra Bergoglio e Ratzinger, non troppo lontano dallo sfarzo e dal lusso vaticano, si verificava un altro naufragio che è costato la vita ad altri sette bambini. Se questo Dio esiste, o non sa farsi bene i calcoli o è un tantino razzista. 

Di sicuro la gente è assai distratta e ancora troppo timorata di quel dio che aspetta ancora di conoscere.

Letto 1930 volte Ultima modifica il Venerdì, 11 Dicembre 2015 12:45
Francesca Lagatta

Giornalista dal 2015, ha studiato psicologia presso l’Università Federico II di Napoli cominciando a collaborare fin da subito per alcuni giornali locali della Calabria. Collabora con Alganews, Hi Tech Paper, Notìa e Identità Insorgenti, La Sia Press, Echi del golfo, Diogene Moderno e la rivista satirica Soppressatira. In passato ha scritto per il blog L’Ora siamo Noi ed è stata corrispondente per il quotidiano La Provincia di Cosenza. Nell'aprile scorso ha partecipato al programma ideato e diretto da Antonella Grippo su Vive voce Tv, “Perfidia. Che fai, mi cacci?”. Attualmente è addetta stampa per l'associazione nazionale contro la pedofilia clericale, "Rete L'ABUSO ONLUS", e per l'associazione nazionale "Una lotta x la vita", che si occupa di bambini disabili. Da qualche giorno risulta corrispondente del giornale L'Ora, quotidiano tra i più antichi d'Italia. 

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