Sabato, 17 Ottobre 2015 00:41

Bullismo troppo sottovalutato: ecco perché è fondamentale conoscerlo In evidenza

Scritto da Ilaria Blandi
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Perché è importante parlare del bullismo? Una domanda che bisogna necessariamente porsi dato che sono in molti a sottovalutarlo. Parallelamente, i mass media, tendono a parlare di questo importante fenomeno solo in concomitanza di fatti di cronaca, alcuni di questi sconcertanti come il ragazzo che si è recentemente suicidato dopo anni e anni di vessazioni, o il ragazzino napoletano che, alcuni mesi fa, ha lottato tra la vita e la morte a causa della violenza sessuale perpetrata da un 24 enne all’interno di un autolavaggio e culminata con l’attivazione di un compressore ad aria all’interno dell’ano.

Capire in cosa consiste il bullismo e come è possibile combatterlo è importantissimo per prevenire un fenomeno tristemente diffuso e pericolosamente sottovalutato dalle famiglie. Spesso i genitori dei bulli difendono i propri figli dicendo: “È solo una piccola questione di poca importanza tra ragazzi”. Prima di tutto è doveroso smentire certe affermazioni e darne una definizione di questo problema: il bullismo è un insieme di prepotenze eserciate da persone forti e aggressive nei confronti di chi è più debole e la fascia d’età va dagli 11 a 19 anni. Il termine deriva da un verbo inglese “to bull” e significa “spaventare, malmenare, scoraggiare, far paura”.

Esistono due tipi di bullismo: diretto, che indica azioni esercitate direttamente sulla persona. Si dice “indiretto” quando riguarda il danneggiamento psicologico del bullizzato, il quale, secondo alcuni studi psicologici, tenderà ad isolarsi dai suoi coetanei oppure ad avere problemi nel relazionarsi con altre persone.

Il bullismo può manifestarsi con atti di entità differente come il picchiare pesantemente, ma anche soltanto usare parole offensive e pesanti, ghigni, minacce e tutto quanto arrechi danno ad un soggetto “vittima”.

Ciò che è interessante definire è: perché il bullo agisce in questo modo? Perché talvolta sono individui con disagi psichici, che hanno desiderio di sfogare la rabbia repressa o che , semplicemente, vogliono attirare su di sé l’attenzione altrui.

È largamente esteso questo fenomeno nelle scuole o in luoghi dove non vige il controllo di persone adulte.

Il bullismo purtroppo tende ad avanzare e, facendo riferimento ai dati del Telefono Azzurro, esso è raddoppiato negli ultimi anni, nel 2012 la percentuale di atti era del 8,4%, nel 2013 13,1% e, infine, nel 2014 del 16,5%.

Dati questi ultimi, ancor meno incoraggianti se pensiamo alla diffusione del cyberbullismo dovuto al boom tecnologico che ha visto un incremento di episodi consumati sui social network oppure attraverso sms. Il tutto ha sempre lo stesso scopo: arrecare danno alla vittima.

Frequenti anche i furti di identità con lo scopo di ferirne la reputazione con video o foto sconcertanti.

È molto importante che i genitori della vittima prestino attenzione al loro figlio e ai sintomi che manifesta come: il non voler andare a scuola, i problemi di salute oppure eventuali lividi o segni.

È fondamentale inoltre ricordare che, in casi del genere, è possibile rivolgersi al commissariato di polizia più vicino oltre ad intraprendere un’azione legale nei casi in cui, il bullo, non decida di cambiare atteggiamento porgendo le scuse alla “vittima”.

Per fermare questo fenomeno bisogna sempre dare il buon esempio prendendo le difese altrui e soprattutto parlare per far sapere a tutti che sopra la parola bullismo bisogna scrivere una sola parola: STOP.

Letto 1048 volte Ultima modifica il Domenica, 18 Ottobre 2015 00:17

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