Sabato, 31 Ottobre 2015 18:53

Egitto, Airbus russo precipita sul Sinai: Russia smentisce attacco dell'Isis In evidenza

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Airbus russo precipita sulle colline del Sinai. Lo strano atteggiamento dei mass media russi: smentiscono attacco Isis, ma non menzionano nemmeno il video Isis. Putin annuncia un'inchiesta di governo.

 

I resti di un aereo di linea russo si è schiantato, che viene visto in Sinai centrale vicino alla città di El Arish, a nord Egitto, 31 ottobre, 2015. © Reuters

Alle 8:00 di questa mattina (ora italiana) è scomparso dai radar un aereo russo che trasportava 217 passeggeri, 224 con tutto l'equipaggio e che era partito dall'aeroporto di Sharm el Sheikh alle ore 7:21 (ora italiana) ed era diretto a San Pietroburgo. Il volo 7k9268 della Kogalymavia si è schiantato sulle alture centrali del Sinai: nessun superstite. L'Isis rivendica l'attacco ma gli esperti smentiscono: "Volava troppo alto per poter essere colpito".

Le vittime - Dei 217 passeggeri, 214 erano russi e soltanto 3 erano ucraini: complessivamente a bordo c'erano 62 uomini, 24 bambini e 132 donne. I corpi delle vittime saranno trasferiti nell'obitorio di Zeinhum. Secondo le autorità del Cairo, ci sarebbe stato un guasto tecnico che, attualmente, risulta essere l'ipotesi più accreditata anche dal Cremlino. La Ria Novosti cita fonti private riportate anche dai mass media internazionali. Ma sono soltanto i mass media occidentali a parlare di un attacco terroristico dell'Isis.

A seguito del disastro aereo e, soprattutto, della rivendicazione dei terroristi dell'Isis due compagnie aeree Lufthansa e Air France hanno deciso di non sorvolare più la penisola del Sinai fino a quando non sarà chiarita la causa della tragedia.

Rivendicazione dell'Isis e comportamento degli organi di informazione russi

La rivendicazione dell'attacco da parte del gruppo terroristico “Wilayat del Sinaì”, ossia “Provincia del Sinaì”, il nome assunto da Ansar Bayt al-Maqdis quando un anno fa ha giurato fedeltà all’Is, getta un velo d'ombra sulla vicenda. Secondo il gruppo terroristico, l'attacco sarebbe stato sferrato in risposta ai bombardamenti russi sulle basi militari dello Stato Islamico.

Infatti l'aereo sarebbe scomparso dai radar mentre sorvolava un'area in cui si rifugiavano i terroristi. Ciò che è interessante notare è che, nonostante Mosca abbia smentito l'attacco terroristico e nonostante anche il governo del Cairo (che sta attualmente effettuando i rilevamenti) propenda per l'ipotesi della danno al motore dell'aereo, le fonti russe non citano assolutamente il video che gli jihadisti hanno pubblicato nel web.

Sputnik è Ria Novosti citano fonti dell' aeroporto internazionale del Cairo, che ha dichiarato che l'aereo si trovava "a 9000 metri quando il pilota contattato la torre di controllo chiedendole atterraggio di emergenza a causa di un malfunzionamento della stazione radio di bordo". Ma il tutto si tinge di giallo per la conferenza stampa durante la quale il Primo Ministro egiziano ha dichiarato "che non sarebbe mai arrivato un sos da parte del pilota", notizia poi smentita dall'aereoporto del Cairo.
Ad ogni modo l'attacco terroristico pare improbabile, non a caso alcuni esperti, consapevoli delle armi possedute dai terroristi dello Stato islamico, avrebbero detto che l'aereo si trovava troppo in alto per poter essere abbattuto.

Ma l'atteggiamento dei mass media russi è quello di non menzionare ha fatto l'attacco terroristico. Parallelamente però Vladimir Putin ha fatto sapere che il governo russo sta istituendo una commissione per valutare le reali reale dinamica dell'incidente e questo dimostra quanto in realtà la Russia abbia un occhio vigile nei confronti di un attacco militare. Attualmente lo smentisce, la stampa russa ignora addirittura la notizia della rivendicazione del gruppo legato all' Isis , non per questo però esclude che possa esserci la possibilità di un attacco, anche se non lo dichiara in modo palese.

[embed]https://youtu.be/ZeRdGsTwu_k[/embed]

 

L'ipotesi più accreditata è quella del guasto tecnico, è per questo che oggi sul posto si sono recati anche il primo ministro egiziano Sherif Ismail insieme ad altri ministri del suo governo e insieme ad Ayman Al Mokadem che indaga sull'incidente e che ha diffuso alla stampa la notizia reperita dalla torre di controllo dell' aeroporto del Cairo secondo cui il pilota avrebbe chiesto di atterrare urgentemente all'aeroporto di El Arish a causa di un guasto alla radio.

Ciò che comunque bisogna chiedersi è: perché i mass media russi, oltre a smentire l'ipotesi dell'attacco terroristico avanzato dai mass media occidentali, non citano nemmeno la notizia relativa ai video dell'Isis? Fa parte della strategia russa di rassicurare la popolazione? Ho forse il governo russo vuole prima vederci chiaro e approfondire la dinamica per poi divulgare la notizia nei minimi dettagli?

Ad ogni modo, il solo fatto che siano i mass media occidentali a dare maggior risalto alla notizia, smentisce l'accusa sferrata dagli americani a Vladimir Putin accusato di "aver colpito i ribelli anti Assad e non le postazioni dell'Isis". 

 

 [embed]https://youtu.be/XeTQ2atpT2s[/embed]

 

 

 

 

 

Letto 2418 volte Ultima modifica il Lunedì, 02 Novembre 2015 17:59
Maria Melania Barone

Giornalista pubblicista, nasce nel cuore di Napoli il 22 ottobre del 1985. Dopo i primi 9 anni trascorsi a Como ritorna a Napoli dove svolge l’attività di giornalista freelance sin dal 2005. Compie studi umanistici presso la facoltà di Lettere Moderne Università Federico II di Napoli e si interessa fin da subito al mondo editoriale con particolare attenzione a politica, ambiente e geopolitica. Nel 2006 riparte alla volta della Toscana, Umbria, Abruzzo dove lavora in agenzie di comunicazione e come giornalista freelance. La profonda conoscenza del suo paese e il continuo degrado ambientale e politico che dilaga ovunque, la convincono sempre di più che il giornalismo deve servire principalmente ad aiutare le masse “in un progresso sociale, in un’evoluzione delle coscienze e dello spirito critico”. Su facebook amministra molte pagine con decine di migliaia di iscritti e, proprio grazie a questo strumento e all’attività informativa, contribuisce a fondare nel 2011 YOUng.it che, nel 2012, rientra nella top 500 dei siti più visitati in Italia. Lascia il ruolo di vicedirettrice nell'agosto 2015 per poi dirigere Il Falso Quotidiano.
Prima di YOUng.it e Il Falso Quotidiano ha lavorato in Citynews dove si occupa della sezione cronaca e politica locale di Pescara. Ha scritto su mediterraneaonline.eu per la sezione ambiente, ha pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno e Yahoo Lifestyle. Grazie alla sua "insana" passione per l'enogastronomia ha collaborato con Informacibo.it. Tra le sue esperienze più felici e formative rientra la lunga collaborazione con Dazebao.org e Dazebaonews.it, dove si è occupata di politica, ambiente, cronaca e società. E’ presente dal Luglio 2011 su Medias come giornalista esperta nel settore cronaca e società. Tra le sue maggiori inchieste e reportage rientrano: “L’oro nero dei petrolschiavi”, “Filovia di Pescara: storia di una piccola Tav”, “H1N1 e il business dei vaccini cui i visionari si opposero” oltre ad analisi geopolitiche sulla situazione ucraina, greca, e mediorientale.
Oggi ha accettato con entusiasmo la direzione de Il Falso Quotidiano, ambizioso progetto che si propone di leggere con spirito critico i maggiori organi di stampa, in modo da dare al lettore un'analisi a 360° delle diverse prospettive con cui è possibile analizzare le notizie di attualità. Si occupa anche di strategie di comunicazione e campagne per dar voce a battaglie sociali.
L'informazione dipende anche da come ce la raccontano e, in questo momento storico, occorre raccontarla in modo completo. Il giornalismo assurge soprattutto ad una funzione didattica che è volta a stimolare il Progresso. Ma il Progresso è alimentato dallo spirito critico e si misura con la consapevolezza di un Popolo.

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