Venerdì, 13 Novembre 2015 13:20

Quantitative Easing: Draghi si accorge che qualcosa non va… In evidenza

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Dopo 8 mesi dall'inizio del Quantitative Easing di Draghi (QE) tante aspettative sono state fomentate. Ma personalmente sono stato scettico, ed oggi infatti, oltre a ritrovarci una situazione italiana ed europea in piena deflazione, il capo della BCE ha annunciato che la ripresa è troppo lenta.

I motivi, sono sempre i soliti: riforme strutturali ovvero svalutazione del lavoro e compressione della domanda interna per essere più competitivi a causa di una moneta condivisa in Europa,  tasse che non scendono, minore spesa pubblica, vincoli d'austerità soffocanti. Fattori che certamente non dipingono un quadro roseo per l'economia reale ( ma "necessari" per recuperare una competitività erosa dall'euro) nè al presente e neanche per il futuro e quindi anche se vengono immessi dal QE 60 mld al mese, questi rimarranno nel circuito finanziario e non andranno mai in quello legato all'economia reale. Non a caso i rendimenti dei titoli di Stato italiani, per la prima volta sono negativi, segno che la finanza scommette sulla deflazione, risorsa per quest'ultima visto che un inflazione negativa porta maggiore valore al denaro (soldi su soldi) come fine ultimo e non come merce di scambio per produrre beni e servizi in un economia reale. Pertanto siamo molto lontani dall’obbiettivo di un’inflazione al 2% come prefissato dalla BCE. E nonostante la svalutazione dell’euro e il possibile pareggio con il dollaro, il fatto che l’intero continente è prigioniera della deflazione, fa capire che gli squilibri sono proprio intraeuropei, a partire dal riequilibrio della competitività tra i Paesi europei a colpi di austerità e compressioni della domanda per le logiche mercantiliste, quest’ultime responsabili della deflazione. E la Germania ne rappresenta l’epicentro del crollo dei prezzi, con le sue politiche di compressione salariale, che inducono i restanti Paesi europei a fare altrettanto,distruggendo le domande interne di tutto il continente.


In base a queste considerazioni, il piano di Draghi è continuare con il QE, magari aumentandone la portata. Insomma aggiungere misure fallimentari su altrettante misure già fallimentari..

Letto 857 volte Ultima modifica il Martedì, 17 Gennaio 2017 12:02
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