Mercoledì, 28 Settembre 2016 06:25

ATTENZIONE AL CONTO CORRENTE: arriva la “tassa” sui salvataggi bancari

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Banco Popolare, UniCredit e Ubi hanno unilateralmente aumentato i costi dei loro conti correnti motivandolo con la necessità di rientrare sui costi del “Fondo Nazionale di Risoluzione”. Una manovra che riguarda 12,4 milioni di imprese e famiglie.

 

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La comunicazione è già arrivata nelle caselle mail dei dipendenti - e, pare, pure ai clienti, con l’ultimo estratto conto.

Il prossimo 31 dicembre i correntisti del Banco Popolare, privati cittadini e imprese, si ritroveranno un’una tantum di 25 euro da pagare: «La manovra si giustifica come parziale recupero dei contributi versati dal Banco Popolare al neo costituito “Fondo Nazionale di Risoluzione”. Contributi che, per il quarto gruppo bancario italiano, sono quantificati in 152,1 milioni di euro per l’anno 2015.  I correntisti si ritroveranno questa “tassa” sotto la voce ”Spese fisse di liquidazione”.

deciba patto marciano

Relativamente a UniCredit, cambiano le motivazioni e la forma, ma non la sostanza. Sull’ultimo estratto conto di MyGenius del 31 marzo 2016, conto base dell’istituto di credito di piazza Gae Aulenti - a canone zero, «che ti offre l’essenziale per gestire il tuo denaro» - si legge che «alcuni interventi legislativi e/o regolamentari nonché impegni imposti da Autorità (…) hanno determinato dei costi e minori ricavi per la Banca, che costituiscono giustificato motivo per un aumento (…) del Canone Mensile Relativo ai Moduli Transazionali». Pertanto, con decorrenza 1 luglio 2016 (…) si intenderanno applicate nella nuova misura indicata in corrispondenza» un canone mensile rispettivamente di 5, 7 e 12 euro aggiuntive, a seconda che il conto sia Silver, Gold o Platinum.

Curioso è il fatto che sul sito di Unicredit questo sovrapprezzo sia motivato da servizi aggiuntivi 

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Ubi sembra invece aver adottato una strategia ancora diversa. Il Sole 24Ore riporta in un articolo del 30 luglio 2016 che la banca bresciana ha proposto a un suo correntista un aumento del costo di gestione del suo conto corrente da 40 a 64 euro. Un +60%, con decorrenza primo ottobre, motivato dall’ aumento «delle spese sostenuto dal gruppo Ubi per il Fondo di garanzia dei depositi e gli oneri sostenuti dal gruppo creditizio per il finanziamento del Fondo nazionale di risoluzione».

Anche in questo caso, il gruppo precisa di essersi attenuto alle indicazioni dell’Arbitro Bancario Finanziario, secondo cui «il giustificato motivo è l’unica condizione sostanziale (…) affinché possa essere modificato unilateralmente un negozio giuridico in regolare svolgimento». Tutto in punta di diritto, quindi.

Sommando le tre banche arriviamo a circa 12,4 milioni di famiglie e imprese clienti.  Più o meno il 20% della popolazione italiana che si è trovata o si troverà, sull’estratto conto, una tassa in più da pagare. E poco importa, in fondo, che di questo balzello non si trovi traccia nella dichiarazione dei redditi. Quel che importa, semmai, è che alcuni grandi gruppi bancari italiani abbiano scaricato sui clienti finali parte del costo dei salvataggi bancari di questi ultimi mesi.

L'ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA (Dipartimento Italiano Controllo Illeciti Bancari) invita tutti i correntisti Italiani a verificare con attenzione gli estratti conto e a segnalare eventuali anomalie che potessero essere riscontrate. Purtroppo, ribasce il Vice Presidente dell'Associazione Stefano Nicoletti, sono innumerevoli gli illeciti che quotidianamente vengono riscontrati nella verifica della documentazione che i correntisti chiedono di controllare. D.E.C.I.BA  rimane a disposizione di chiunque avesse bisogno di informazioni. 

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Informazioni possono esserte richieste a D.E.C.I.BA  Delegazione di Treviso:

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Tel. 0422/456003

Letto 1400 volte Ultima modifica il Mercoledì, 28 Settembre 2016 07:31
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