Lunedì, 22 Febbraio 2016 12:37

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SALUTE In evidenza

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Gentilissima signora Lorenzin,

Dopo averla vista più volte in televisione e averla pure incontrata, seppure da lontano, sento quasi il dovere di riferirle ciò di cui non mi si lasciò la possibilità, stante il taglio che si volle dare alla trasmissione Matrix.

Molto sinceramente e senza il minimo intento critico o polemico, è impossibile non rendersi immediatamente conto della sua totale impreparazione in materia scientifica e sanitaria in particolare, così come della sua incapacità di affrontare una discussione in termini logici come quella che ci sarebbe dovuta essere in TV, ma non è questo l’argomento che mi preme toccare.

Per motivi che non sono di mio interesse e al di là di ogni critica da parte mia, lei cerca di diffondere la pratica vaccinale, una pratica che, stando ai dati che lei stessa riporta, sta perdendo consensi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata chiara: a vaccinarsi sempre meno sono gli strati più colti della popolazione. E qui sta il punto che dovrebbe far meditare non solo lei ma anche chi dai vaccini ricava un interesse, piccolo o grande che questo sia.

L’unico motivo per cui le persone di cultura si vaccinano sempre meno è banale: sono queste ad accorgersi che le informazioni diffuse non reggono ai fatti, alla logica e sono del tutto in contrasto con quello che nello sport si chiama fair play.

Partiamo da ciò che io conosco di prima mano. Circa una dozzina d’anni fa l’Università di Mainz ci diede dei campioni di vaccino antiallergico da analizzare e, con questi, i reperti bioptici del turgore dolente che si formava intorno al punto d’iniezione. Le indagini di microscopia elettronica eseguite con il nostro metodo validato da due progetti di ricerca comunitari europei rivelarono la presenza sia nei vaccini sia nelle biopsie di particelle di materia solida, inorganica e non biocompatibile. Si trattava di frammenti relativamente piccoli e, come sa chi ha nozioni di nanopatologia, più la particella è piccola più è capace d’indurre malattia. Poi fu l’Università di Parma a mandarci una tesista con la quale analizzammo 19 vaccini trovandoli, non senza sorpresa, tutti inquinati da micro- e nanoparticelle. Ad oggi siamo a 28 vaccini analizzati e solo uno è risultato esente da inquinamento: l’unico per uso veterinario analizzato. Nel corso del programma televisivo Matrix lei sostenne con grande ingenuità di conoscere le nostre ricerche e, aggiungendo ingenuità a ingenuità, sostenne pure che “i farmacologi” le avevano definite stupidaggini. Sappia, signora Lorenzin, che il nostro laboratorio è stato classificato dalla Commissione Europea tra le 100 proposte scientifiche biotecnologiche di punta continentali e che mia moglie, che le analisi svolge di persona, è stata inserita nel College of Fellows dove stanno i maggiori scienziati al mondo. Sappia pure che nessun farmacologo oserebbe affermare che iniettare a un bambino di due mesi (ma Rambo non farebbe troppa differenza) dei pezzi d’acciaio, di piombo, di tungsteno o di leghe più o meno complesse come noi continuiamo a trovare sia in qualche modo innocuo. Insomma, lei l’ha raccontata un po’ troppo grossa e questo le persone colte lo notano. Ciò che continuano, poi, a raccontare le cosiddette autorità sanitarie è la classica zappata sui piedi. Affermare che “non c’è nulla di più controllato dei vaccini” quando questi sono pieni d’inquinanti non può che istillare fieri dubbi sui farmaci che non sarebbero altrettanto controllati.

Ma i motivi di perplessità non si fermano qui e vorrei riassumere per lei i più importanti.

  1. Immunizzare con dei vaccini bambini al di sotto almeno dei due o tre anni di età o soggetti ultrasessantacinquenni è quanto meno cosa aleatoria.
  2. Praticare vaccinazioni multiple contemporanee non è una pratica consigliabile ( mi fermo qui).
  3. Spacciare per obbligatorie vaccinazioni che obbligatorie non sono (es. la vaccinazione esavalente) è illegale.
  4. Far firmare a chi viene vaccinato o a chi del candidato alla vaccinazione è tutore un’assunzione di responsabilità per una pratica che si viene obbligati a subire è cosa degna della più grottesca delle dittature. Questo, in poche parole, significa che io obbligo un cittadino a sottoporsi ad una pratica le cui conseguenze sono poi fatti suoi.
  5. Nessun medico può essere a conoscenza delle possibili reazioni dall’allergia all’anafilassi potenzialmente inducibili dai componenti di un vaccino. Questo perché nessun medico e nessun vaccinando è a conoscenza di ciò che è nel vaccino e, se anche questi lo fossero, quasi mai disporrebbero di dati personali in proposito. Quindi, le vaccinazioni si fanno a dita incrociate e “io speriamo che me la cavo”.
  6. Prima di praticare la vaccinazione si dovrebbe controllare se il soggetto è, per qualunque ragione, immune alla malattia. Di fatto non lo si fa mai.
  7. Prima di praticare la vaccinazione si dovrebbe controllare se il soggetto è in condizione da sopportare il cimento cui il suo organismo è costretto. Di fatto lo si fa molto raramente.
  8. Non pochi vaccini sono stati sperimentati su una popolazione piccolissima e per un tempo brevissimo. Questa maniera di agire non può dire assolutamente nulla circa la reale attività dei prodotti e ben poco sulla loro eventuale nocività.
  9. Diversi bugiardini riportano come l’attività dei vaccini non sia provata.
  10. La maggior parte dei bugiardini elenca effetti collaterali anche molto gravi (il Tripedia indica, tra gli altri, l’autismo) e di questi non solo non vengono mai informati coloro che si sottopongono alla vaccinazione ma vengono addirittura negati come “leggende metropolitane”.
  11. A proposito dell’autismo e di altre patologie neurologiche, indipendentemente da “leggende metropolitane” e da bugiardini, i vaccini inducono necessariamente uno stato infiammatorio senza il quale non potrebbero funzionare. E nessuno ha mai dimostrato che non possa esistere un effetto infiammatorio a carico del cervello.
  12. Le informazioni sui vaccini sono quasi costantemente distorte. Giusto a titolo di esempio, prendiamo la meningite, spacciata in Toscana per epidemica. Le autorità sanitarie danno a credere che la vaccinazione protegga in modo totale dalla malattia, mentre le cose stanno in tutt’altra maniera. I ceppi del Meningococco, batterio contro il quale ci si vaccina e in parte responsabile della patologia, sono 13 mentre i vaccini esistenti coprono solo 5 ceppi per vaccinarsi contro i quali occorrono almeno due prodotti diversi. Ma la meningite ha cause che con il Meningococco non hanno nulla a che vedere: altri batteri, virus, funghi, parassiti e persino traumi. Inoltre, basta leggere il bugiardino del vaccino più usato per leggervi “Non sono stati eseguiti studi prospettici sull’efficacia.” Così chi si vaccina ricava solo l’illusione di essere comunque protetto quando la realtà è che, anche se tutto va per il meglio, e nessuno può assicurarlo né nessuno controlla, la protezione è solo appena parziale e, per di più, limitata nel tempo. Situazioni analoghe esistono per parecchie altre patologie e di questo, di prassi, non si mette mai al corrente la popolazione.
  13. Nella soverchiante maggioranza dei casi gli effetti collaterali causati dai vaccini non vengono denunciati, con questo ricavando sensazioni di sicurezza ed eventuali statistiche ben lontane dai fatti.
  14. Esistono effetti dei vaccini che non vengono mai menzionati. Tra gli esempi possibili quello relativo al morbillo. Se una bambina contrae la malattia in modo naturale, passerà all’eventuale prole un’immunità valida per qualche anno. Non così per le femmine vaccinate i cui figli sono a rischio di morbillo in età precocissima.

Potrei continuare ancora nella lista, ma mi fermo qui.

A questo punto, se non si vuole mandare a zero la pratica vaccinale, è indispensabile affidare il tema a persone competenti, equilibrate e senza conflitti d’interesse. Occorre rispondere con chiarezza e con onestà a tutte le domande possibili perché la strategia utilizzata ora, quella dell’attacco personale, della violenza psicologica presso i genitori e della menzogna non paga.

I vaccini non devono essere oggetto di controversia ma devono essere usati per quello che sono, con tutti i pregi e con tutti i limiti che sono loro propri come è il caso di qualunque farmaco. Le opinioni da bar, le prese di posizione di giornalisti ignoranti e di mamme isteriche, le dichiarazioni che travalicano il ridicolo di chi, non certo a titolo gratuito, dovrebbe prendersi cura della salute della popolazione offrono un pessimo servizio alla causa di chi sostiene la necessità di vaccinarsi, quale che sia la malattia in gioco.

In conclusione, se posso permettermi di darle un consiglio personale, corregga il sistema di gioco se non vuole essere proprio lei, per la posizione che occupa, la causa prima di un non impossibile crollo reale delle vaccinazioni, non parli di argomenti che non conosce e si scelga collaboratori all’altezza, capaci di valutare serenamente e scientificamente i fatti.

Saluti,

dott. Stefano Montanari

Letto 14980 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Febbraio 2016 20:23
Stefano Montanari

Esperto di nanopatologie e nanoparticelle direttore del laboratorio nanodiagnostics.it che dirige insieme alla moglie Antonietta Gatti. E’ uno dei teorici e studiosi di esperimenti di geoingegneria. Autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia e di numerose pubblicazioni scientifiche, da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultra-fini. Dal 2012 sua moglie per le ricerche effettuate dal laboratorio Nanodiagnostics è stata inserita, in Cina, nel gruppo dei 32 scienziati più importanti al mondo.

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