Sabato, 19 Settembre 2015 13:28

Petrolio e trivelle in Italia: interessi immediati per pochi In evidenza

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Estrazione di idrocarburi in Italia: gli interessi immediati per pochi.
L’estrazione di idrocarburi in Italia deve essere conveniente a giudicare dalle molte richieste in atto in terra e mare. Per chi li autorizza, per chi effettua i controlli e per chi li estrae, naturalmente. E per l’assetto socio-economico locale e le risorse naturali di importanza strategica? E’ un altro discorso!


Si è più volte evidenziato che le royalties in Italia sono molto basse.
Si rileva sul sito UNMIG “come alcuni paesi europei con maggior produzione di idrocarburi hanno eliminato le royalties (Regno Unito e Norvegia) per favorire ed attrarre nuovi investimenti che, producendo ulteriori attività, portano ad un maggiore introito derivante dall’aumento della base imponibile per le imposte del reddito d’impresa.” “Stati ricchi di idrocarburi tendono a fissare le royalties e la fiscalità petrolifera in generale ai massimi livelli, mentre gli Stati che vogliono contribuire con la propria produzione al fabbisogno nazionale, anche se non sufficiente, tendono a modulare la percentuale royalty con la fiscalità generale in maniera da mantenere la redditività degli investimenti che è il fattore determinante per la realizzazione di ogni iniziativa mineraria.”
Salvo qualche aggiornamento, dal 2010 per le estrazioni in terraferma è applicata un’aliquota royalty del 10% sulle quantità di petrolio e gas estratti mentre per le estrazioni offshore le royalties si differenziano dal 2012 in due aliquote: 10% sulla quantità di gas naturale estratto e 7% sul petrolio.
Le somme incassate dallo Stato vengono in seguito distribuite tra le Regioni e i Comuni interessati dalle attività di estrazione degli idrocarburi seguendo specifiche direttive.


Le procedure di controllo sulla quantità d’idrocarburi estratti prevedono una verifica della produzione da parte dell’ufficio di competenza territoriale (Bologna, Roma, Napoli) U.N.M.I.G. del Ministero dello Sviluppo Economico e per la Sicilia dell’URIG (Ufficio Regionale Idrocarburi e Geotermia) e per la Sardegna dall’Ufficio Attività Estrattive dell’Assessorato Industria.
Per fare un esempio si fa presente che nel 2012 il totale gestito è stato di 56.706.225 euro per lo Stato, 170.551.185 euro per le regioni e 27.371.916 euro per i comuni.
Come si vede dal sottosuolo possono sbucare inaspettate manciate di milioni di euro che finiscono nella disponibilità delle istituzioni pubbliche, o meglio di chi le rappresenta.
Si tratta di gettiti che si rendono disponibili in poco tempo per cui nell’ambito di un mandato elettorale chi è stato eletto ai vari livelli può disporne in tempo reale con innegabili benefici di vario tipo.
E questo senza dovere programmare una attività che si può concretizzare fra anni anche dopo che gli amministratori che hanno avviato un’azione sono ormai decaduti.
E’ un vantaggio notevole: è evidente.
Vantaggio che può “annebbiare” le menti dei rappresentanti di pubbliche istituzioni che possono valutare come urgenti e necessarie le attività petrolifere in base ai benefici immediati per chi amministra ai vari livelli anche se si possono mettere in discussione in tempi medi le basi dell’assetto socio-economico locale costiero e interno.
Questo, nelle grandi linee, spiegherebbe i vantaggi, non per le istituzioni ma per chi le rappresenta, dello sblocca Italia, ad esempio!
Un saggio amministratore, infatti, dovrebbe pensare ai vantaggi complessivi immediati e futuri di una attività da autorizzare sul territorio amministrato e sapere individuare le aree e le attività da eseguire in piena sicurezza per le risorse naturali, per l’ambiente e i cittadini!
A questo, invece, non si pensa: come mai?
E si che è possibile mettere d’accordo estrazione di idrocarburi e tutela delle risorse naturali ed ambientali di importanza strategica per gli assetti socio-economici locali: basta volerlo!

Letto 766 volte Ultima modifica il Sabato, 03 Ottobre 2015 02:33
Maria Melania Barone

Giornalista pubblicista, nasce nel cuore di Napoli il 22 ottobre del 1985. Dopo i primi 9 anni trascorsi a Como ritorna a Napoli dove svolge l’attività di giornalista freelance sin dal 2005. Compie studi umanistici presso la facoltà di Lettere Moderne Università Federico II di Napoli e si interessa fin da subito al mondo editoriale con particolare attenzione a politica, ambiente e geopolitica. Nel 2006 riparte alla volta della Toscana, Umbria, Abruzzo dove lavora in agenzie di comunicazione e come giornalista freelance. La profonda conoscenza del suo paese e il continuo degrado ambientale e politico che dilaga ovunque, la convincono sempre di più che il giornalismo deve servire principalmente ad aiutare le masse “in un progresso sociale, in un’evoluzione delle coscienze e dello spirito critico”. Su facebook amministra molte pagine con decine di migliaia di iscritti e, proprio grazie a questo strumento e all’attività informativa, contribuisce a fondare nel 2011 YOUng.it che, nel 2012, rientra nella top 500 dei siti più visitati in Italia. Lascia il ruolo di vicedirettrice nell'agosto 2015 per poi dirigere Il Falso Quotidiano.
Prima di YOUng.it e Il Falso Quotidiano ha lavorato in Citynews dove si occupa della sezione cronaca e politica locale di Pescara. Ha scritto su mediterraneaonline.eu per la sezione ambiente, ha pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno e Yahoo Lifestyle. Grazie alla sua "insana" passione per l'enogastronomia ha collaborato con Informacibo.it. Tra le sue esperienze più felici e formative rientra la lunga collaborazione con Dazebao.org e Dazebaonews.it, dove si è occupata di politica, ambiente, cronaca e società. E’ presente dal Luglio 2011 su Medias come giornalista esperta nel settore cronaca e società. Tra le sue maggiori inchieste e reportage rientrano: “L’oro nero dei petrolschiavi”, “Filovia di Pescara: storia di una piccola Tav”, “H1N1 e il business dei vaccini cui i visionari si opposero” oltre ad analisi geopolitiche sulla situazione ucraina, greca, e mediorientale.
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