Venerdì, 02 Ottobre 2015 00:20

Petrolio - No Trivelle sui Monti Piacentini, sì all'istituzione di un Santuario dell'acqua potabile

Scritto da Franco Ortolani
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L’acqua potabile dei Monti Picentini non è adeguatamente protetta pur essendo un monumento della natura: deve diventare un “santuario dell’acqua potabile”!

I Monti Picentini sono costituiti da rocce carbonatiche molto permeabili che assorbono quasi tutta l’acqua che precipita.
Sorgenti perenni di notevole portata erogano mediamente 10.000 litri al secondo di acqua di ottima qualità.
La captazione delle sorgenti per trasferire l’acqua altrove per uso potabile crea seri problemi ai corsi fluviali che prima avevano deflussi anche durante il periodo non piovoso: numerosi corsi d’acqua sono in crisi anche a causa di sversamenti di acque inquinate. L’alimentazione delle sorgenti avviene grazie allo sviluppato carsismo montuoso caratterizzato da vari inghiottitoi naturali nei quali si infiltra l’acqua di ruscellamento.
Uno dei principali è la Bocca del Dragone, nella piana di Volturara Irpina nel quale si infiltrano anche acque non depurate costituendo una seria minaccia per la conservazione della risorsa idrica.


Irresponsabili amministratori, ai vari livelli, continuano a venire meno al loro dovere di tutelare le risorse e la salute dei cittadini.
Ogni anno dalle sorgenti alimentate dai Monti Picentini (Caposele, circa 4000l/sec; Cassano Irpino, circa 3000 l/sec; Serino, circa 2000 l/sec) circa 270 milioni di metri cubi di acqua potabile sono trasferiti altrove (in Puglia e nel napoletano).
Attualmente il costo medio dell’acqua potabile nelle zone alimentate si aggira intorno a 1,5 euro al metro cubo mentre in Italia il costo medio è di circa 2 euro al metro cubo.


La risorsa di importanza strategica ambientale e socio-economica "lascia" le aree dove si origina e ciò causa problemi seri nei “giacimenti di acqua potabile” e nei fiumi che da essi si alimentavano.
I giacimenti non sono attentamente tutelati e salvaguardati!
I giacimenti non sono immuni dall’inquinamento!
L’attuale situazione è…antidiluviana…non è degna del 2015!
Calcolando il costo di 2 euro a metro cubo dell’acqua potabile (al quale si arriverà nel prossimo futuro nelle aree servite dai Monti Picentini) ogni anno le sorgenti citate alimentano acqua per un valore di circa 540 milioni di euro.

L'acqua potabile è un bene comune insostituibile che deve essere tutelato a partire dai serbatoi naturali montuosi.
A "monte" dell'acqua potabile che esce dai rubinetti, acqua che è un bene comune e non può essere privatizzato, esistono i serbatoi naturali che alimentano sorgenti e falde di acqua potabile.
Ora anche questi serbatoi naturali stanno correndo pericoli.
L'esempio più preoccupante è rappresentato dai Monti della Maddalena che alimentano oltre 4000 litri al secondo di acqua potabile, dal gruppo montuoso dei Monti di Muro Lucano-Monte Marzano-Monte Ogna Contursi Terme che rifornisce oltre 4000 litri al secondo e dai Monti Picentini che mettono a nostra disposizione oltre 10.000 litri al secondo.
Su questi rilievi che costituiscono dei serbatoi naturali di acqua potabile lo stato ha perimetrato delle aree nelle quali potrebbero essere autorizzate attività petrolifere.
Vi è una palese incompatibilità tra tutela dell'acqua potabile ed attività petrolifere su un serbatoio naturale molto permeabile e facilmente inquinabile dagli idrocarburi liquidi.


Lo Stato ha sbagliato e deve annullare le aree di ricerca chiamate Monte Cavallo e Tardiano (tra la Campania e Basilicata sui Monti della Maddalena), Muro Lucano (tra Campania e Basilicata) e Nusco in Irpinia che comprende anche le sorgenti di Cassano Irpino e Caposele che alimentano la Puglia.
Come si vede sono in pericolo gli stessi serbatoi naturali che alimentano gli acquedotti.
Al fine di tutelare questi acquiferi di importanza strategica nazionale, in maniera insuperabile da eventuali interventi legislativi tipo sblocca Italia, ho proposto di istituire nel nostro territorio i "Santuari dell' Acqua Potabile" comprendenti i vari serbatoi naturali che gratuitamente ci alimentano di acqua potabile.


Petrolio e acqua sono due beni comuni, due “prodigi” della natura!
Il primo: utile, potente, prevaricatore, corruttore, che ha contribuito allo sviluppo tecnologico, ancora non sostituibile; la seconda: umile, povera, delicata, ma insostituibile e indispensabile alla vita, ieri, oggi e domani!
Chi possiede e controlla il primo si sente padrone del mondo, comanda nel mondo, con le buone o con le cattive.
Chi possiede la seconda, ma non il primo, è comunque sotto il comando del primo.
Chi possiede il primo, senza la seconda non può vivere.
Ne discende che l’uomo saggio ha bisogno di entrambi i beni comuni e non deve creare conflitti e incompatibilità tra gli usi dei “prodigi della natura”.
Le attività petrolifere non devono e non possono causare l’inquinamento dell’acqua.
Gli uomini che privilegiano le attività petrolifere causando l’inquinamento delle risorse idriche non sono uomini saggi: sono predatori della natura.
Occorre una azione condivisa dai cittadini che proponga con fermezza la istituzione del Santuario dell’Acqua Potabile dei Monti Picentini come si sta facendo per il santuario dei Monti di Muro Lucano-Monte Marzano-Monte Ogna-Contursi Terme e per il Santuario dei Monti della Maddalena.

Letto 830 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Ottobre 2015 15:15

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